Motorino News
12 Marzo 2010
Paolo Ciriello, fotografo di scena
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Intervista a Paolo Ciriello, fotografo di scena de "La prima cosa bella",  che ha selezionato per noi i suoi scatti migliori e ci racconta qualcosa in più.

1) Il fotografo di scena documenta e racconta le riprese del film, tu come ti sei preparato per quest'esperienza? Qual è secondo te la differenza tra questo tipo di lavoro e un lavoro di reportage tradizionale?

 Non credo di essermi preparato. Ho fatto un po' di ricerca, internet ti da una bella mano, poi mi sono costruito un blimp artigianale perché non se ne trovavano in giro ed infine una telefonata al guru Chico De Luigi.
La differenza tra i due tipi di reportage? Beh, mettiamola così: quello tradizionale è paragonabile ad un safari, la scena invece è un meraviglioso zoo.


2) Cosa hai cercato di raccontare con le tue fotografie? Avevi un progetto quando sei arrivato la prima volta sul set ?

 Non so se avevo un progetto, volevo fare in parallelo una serie di scatti in analogico con le mie macchinette giocattolo e con l' Hasselblad, che è la donna con cui vivo, anche utilizzando tecniche come il cross processing e la pellicola che usava Nicola in macchina, ma i fantasmi iniziali che ho avuto modo di conoscere sul set mi hanno fatto ricredere. Cos' ho cercato di raccontare? Difficile da spiegare, è un po' come chiedere a un pischello che cosa ha provato la prima volta che ha fatto l'amore...


3) Per un fotografo la rappresentazione della realtà fornisce una serie infinita di possibilità per trasformarla, l'istinto più forte, soprattutto con la fotografia digitale, è quello a manipolare. Da fotografo di scena hai avuto l'occasione di documentare una realtà che è già rappresentazione e finzione, un mondo che per sua natura mentre lo guardi ne sta raccontando un altro, che possibilità espressive offre secondo te questo tipo di lavoro fotografico? Anche pensando che fotografia e cinema hanno linguaggi tanto vicini.

Per quanto mi riguarda, ho passato una buona parte del film attanagliato dalla paura di non fare un buon lavoro e peccando di spavalderia mi sono molto limitato, ma le possibilità ci sono. Oggi mi concentreri di più sulla lettura della sceneggiatura cercando di dipingere in maniera diversa soprattuto i personaggi. Ti faccio un esempio: una foto che secondo me ti racconta un sacco è quella che ritrae Bruno adulto, adolescente e bambino inseme seduti sulla spiaggia, e nel film quella scena manco c'è.

4) Il cast de lpcb è un cast ricchissimo di attori celebri: tra i protagonisti Valerio Mastandrea , Claudia Pandolfi, Micaela Ramazzotti, Marco Messeri, Stefania Sandrelli vera icona del cinema italiano. Come è stato per un fotografo giovane come te ritrarli e seguire il loro lavoro sul set?

E' stato strano, nel senso che mi sembrava di conoscerli tutti da anni, bambini copresi. Ho reso l'idea? A tutt'ora credo che Valerio sia mio amico da anni, pensa.

5) Qual è stato invece il tuo rapporto con Paolo Virzì, regista del film ?
"La prima cosa bella" è interamente girato a Livorno che è la sua città ed è anche la tua...


Paolo lo sa, sa cosa prova il pischello cresciuto in una città tanto bella quanto amara, quella Livorno che ti costringe alla fuga o peggio ti incatena col conforto del sole e del mare tutto l'anno. Conosce il torbido senso di fancazzismo che avvolge la città come una cappa alle volte troppo densa e sa che sotto questa crosta salmastrosa si annidano invece giovani e meno giovani talentuosi.
Lui sotto questa cappa c'ha messo la capa, scusa il gioco di parole, scovando alcuni gustosi frutti di mare.
Per quanto mi riguarda mi ha fatto rivivere le ansie delle interrogazioni a scuola con la differenza che a scuola facevo sega. M'ha strizzato forte forte per sentire se avevo la spina dorsale, poi la morsa piano piano si è allentata e si è trasformata in un abbraccio.

6) C'è un giorno in particolare delle riprese che ti è rimasto nel cuore?

 Domandona. Guarda le giornate campali del set anni '70 a Montenero e le foto alla Famiglia Michelucci al mare sono quelli che mi sono saltati alla mente ma ce ne sono tanti.


7) Quali sono i tuoi scatti preferiti?

Come già detto Bruno adulto, adolescente e bambino inseme seduti sulla spiaggia, la famiglia Michelucci al mare in tempi felici, il primo piano di Anna che fuma nella notte della fuga ed i tre fratelli Bruno, Valeria e Cristiano sul sofà nello studio dell'avvocato Cenerini, tutte le foto che stanno nell'album del Nesi e Miss Mamma Estate 1971.


8) Oltre agli attori hai fotografato molto la troupe durante le riprese del film, che atmosfera c'era sul set?

Perché era un set? Atmosfera fantastica. Mi dicono che non è proprio usuale.


9) Le tue fotografie sono sempre molto curate, lavori molto in post produzione?


A me la post produzione sul digitale piace un sacco. Del resto il file che esce dal sensore è talmente grezzo che non può non essere lavorato. Chi ti dice che non ritocca, mente. Nel caso specifico poi ci sono tutta una serie di foto anni '70, quelle nei titoli di coda per esempio, che non poteva non subire un voluto invecchiamento.

10) Se potessi ringraziare qualcuno che per il tuo lavoro è stato più importante di altri, chi ringrazieresti?

Finiremmo domani, perché tutti, veramente, mi hanno aiutato, dal primo all'ultimo. Quindi ringrazio Fabrizio Donvito che ci ha creduto sempre, Paolo che con le sue risciacquate mi ha insegnato non poco, Nicola Pecorini con i suoi grandangoloni e le abat jour, Luigi Melchionda e Abi con cui ho condiviso ogni spazio angusto del set, abbraccio Betta Boni che mi ha salvato le chiappe in più di un'occasione e finisco con la Motorino Amaranto per questa intervista.
 

Intervista a cura di Alberta Aureli

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