Cinepassioni Amaranto
23 Novembre '09
L' uomo che fissava le capre
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“L'uomo che fissa le capre”
di Grant Heslov
con George Clooney, Ewan Mc Gregor, Jeff Bridges

C'è chi dice che con "L'uomo che fissa le capre" è arrivato il primo film autenticamente obamiano. Va anche detto, però, che il rapporto causa-effetto è ribaltato: Obama forse è là dov'è, anche perché una movie-star intelligente come George Clooney si è spesa negli ultimi anni in una serie di opere “altre”, “diverse”, a volte un po' sgangherate (come qui), spesso complesse e stratificate, quasi sempre inattese, che hanno ricordato agli spettatori l'esistenza di un'altra America che non fosse quella bellicosa e autocelebrativa dell'epoca Bush.
Qui Clooney sembra prendersi in giro, imbastendo uno spoof di “Syriana”, o una miscela di due pellicole di David O. Russell: l'ambientazione irachena di “Three Kings”, che per l'appunto aveva Clooney come protagonista, e l'obliquità un filo New Age di “I ♥ Huckabees”. Si scherza anche con il pregresso cinematografico di certi suoi comprimari: Ewan McGregor, che è stato un giovane Obi-Wan Kenobi, non sa cosa siano i Jedi, mentre Jeff Bridges evoca uno dei suoi ruoli più noti interpretando una sorta di Lebowski dal passato alternativo.
E tutto questo adattando un libro-inchiesta: la storia misconosciuta di un reparto molto speciale dell'esercito americano, all'inizio degli anni '80. Lo scopo sembra quello di travestire da commedia anomala una metafora, una controstoria delle ideologie post-contestazione in USA, sublimandola con un geniale raccordo agli orrori di Abu Ghraib e Guantanamo.
Nello scontro fra il sogno della fantasia al potere e l'efficienza spietata del mercato che rende tutto “prodotto” a scopi bellici (anche gli studi sul paranormale), il team di Clooney non ha dubbi sul come e dove schierarsi: dalla parte di quell'America ostracizzata, ridicolizzata, repressa dal progresso Nixoniano-Reaganiano-Bushiano, piena sì di risvolti cialtroni e velleitari che non si evita di canzonare, ma certamente non lorda di crimini e di sangue come quella dei sedicenti realisti.

Enrico Battocchi


 

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