Giovedì 15 Ottobre al cinema Multiastra di Padova un gruppo di spettatori ha letto una lettera aperta al Ministro Renato Brunetta in risposta alle sue dichiarazioni sul cinema italiano.
Riportiamo il testo della lettera:
Egregio Ministro Brunetta,
in seguito alle Sue recenti pubbliche affermazioni che paragonano il cinema italiano a ciarpame sentiamo il bisogno, attraverso questa lettera aperta, di dire la nostra in qualità di spettatori abituali del cosiddetto ciarpame cui Lei si riferisce, per fugare il dubbio di essere considerati anche noi alla stregua di cose vecchie, inutili e senza valore..
Andiamo regolarmente al cinema, a vedere film italiani e stranieri, ne discutiamo alluscita, qualcuno ci piace di più, altri meno.
Andiamo al cinema, scegliamo film italiani anche perché raccontano la nostra storia, parlano una lingua che conosciamo, rispecchiano i nostri difetti, e anche i nostri pregi. Andiamo al cinema per stare insieme, vivere insieme un sogno, vivere la vita di altri che conosciamo o vorremmo conoscere. Andiamo al cinema perché spesso ci annoia la televisione, perché ci piace uscire di casa a prendere aria, perché attraverso il cinema possiamo parlare con più facilità alle nuove generazioni, mostrando loro come siamo, come eravamo.
Ci sarebbe piaciuto e ci saremmo aspettati da Lei parole di lode e di orgoglio per la rinascita del cinema italiano che è riuscito in questi ultimi anni a realizzare anche dei piccoli capolavori, oltre che, certamente, film più modesti, anche brutti per qualcuno. Produzioni che offrono opportunità di lavoro e di carriera a tanti giovani, che soddisfano le esigenze di un pubblico vasto ed eterogeneo e che, tra laltro, non sempre hanno la distribuzione che merita.
Al contrario Lei, pur avendo dichiarato di non andare mai al cinema, sostiene di parlare a nome di tutti gli italiani e proprio in loro nome promette la riduzione dei finanziamenti per la realizzazione di film di produzione nostrana: fino ad ora, nessuno ci ha interpellato, come spettatori, su un argomento così importante e che ci sta così a cuore. Ci piacerebbe sapere quando, come, con quali strumenti di
rilevazione o consultazione lei ha appreso quale sia l'opinione di tutti gli italiani.
A dire il vero, non sapevamo nemmeno che si potesse decidere di chiudere un rubinetto solo in base allopinione di qualcuno che, per sua stessa ammissione, non conosce nemmeno a fondo loggetto del contendere. Ma il cinema italiano è solo di chi lo fa o anche di chi lo va a vedere?
Da un Ministro della Repubblica ci si aspetta precisione e chiarezza nelle affermazioni. Sarebbe interessante ad esempio capire i criteri in base ai quali Lei giudica ciarpame certo cinema italiano.
In ogni caso, Le chiediamo di riflettere prima di prendere avventate decisioni in merito a questioni così importanti e di sentire il parere anche dei diretti interessati, frequentatori di sale cinematografiche. Ascoltarci potrebbe essere una buona cosa: se non altro per permettere a noi di spiegarLe le nostre ragioni e dimostrarLe che non siamo poi così da buttare!



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